Progetto scuole

anno scolastico 2009 – 10                                                                                            

eventi-spettacolo rivolto  alle scuole medie e superiori (spettatori dai 13 anni in su)

- IL BACIAMANO

 spettacolo teatrale   ( biglietto 8 €. La recita potrà essere riservata all’esclusiva partecipazione degli istituti nel caso le presenze raggiungano il numero di 200 ragazzi ) 


- VERSO EST

Film lungometraggio (63’) sul tema della guerra

(Biglietto €  6.   La proiezione potrà essere riservata all’esclusiva partecipazione degli istituti nel caso le presenze raggiungano il numero  di 120  ragazzi) 

Il film è particolarmente adatto alla celebrazione del decennale della caduta del muro

di Berlino, o per un qualsiasi programma sul tema della pace.

Entrambe le opere –che verranno accompagnate  da presentazione e successivo dibattito a cura dell’autrice- hanno una dichiarata valenza didattica, e sono state sperimentate con successo

nel corso di programmazioni riservate al pubblico giovane.

Nell’auspicio di un favorevole riscontro si porgono cordiali saluti.

                                                                                                           

*su richiesta, spettacolo e proiezione potranno essere realizzati anche presso quelle sedi scolastiche che presentino idonei requisiti per una godibile fruizione.

Laura.angiulli@gmail.com    331/ 6510411

Il teatro.iandoli@fastwebnet.it   081/ 5646162

www.galleriatoledo.org


Il baciamano

di Manlio Santanelli

regia Laura Angiulli

scene Rosario Squillace

luci Cesare Accetta

con Alessandra D’Elia e Fernando Siciliano

Napoli 1799: per le vie della città la reazione borbonica spegne nel sangue e nella barbarie la disperata resistenza della Repubblica Partenopea.

Contro un siffatto fondale di ferro e fuoco una popolana, incattivita da un’ esistenza fatta di violenze e di miserie, viene fortunosamente a contatto con un gentiluomo Giacobino, tipico esponente del partito in disgrazia. Tra i due s’ instaura un complesso rapporto d’ incomprensioni e di stizze, ma anche di sorprese e ambiguità. Un’ altalena di sentimenti contraddittori  fa da sottotesto alle grottesche modalità attraverso le quali due esseri, tanto diversi tra loro, cercano di esplorarsi a vicenda. Spinti, l’uno dal desiderio di gettare comunque un seme da cui possa nascere un mondo migliore, l’altra da un irrisolto bisogno di tenerezza, i due protagonisti riescono alla fine a raggiungere una poetica intesa, nell’illusione di rendere meno spietata l’inevitabile conclusione della vicenda.  (Manlio Santanelli)

Apparentemente un’operina minore, di fatto una macchina  teatrale di pregio, che offre spunti di significativo interesse al lavoro degli attori. La scommessa è nel ritmo serrato dello sviluppo narrativo, nella presenza a tutto tondo dei personaggi chiamati a una prova d’impegnativa adesione.

Immaginate una povera popolana la cui famiglia è afflitta dalla miseria e dalla fame, cui sia stato affidato il compito di preparare il pranzo mettendo in pentola un Giacobino (nobile intellettuale della rivoluzione partenopea)…….

Immaginate un povero Giacobino cui toccherà di finire in brodo come un cappone, o allo spiedo, o nella migliore delle ipotesi in un insaccato messo lì a stagionare……

La trama, suggerita da eventi suffragati da “vero storico” così come poco credibilmente richiamano alcune cronache dell’epoca, scavalca i limiti della narrazione comune per consegnare la vicenda a un ambito fantasioso, d’incontenibile comicità. (Laura Angiulli)

ELEMENTI DI  RIFERIMENTO DIDATTICO:

1) desiderio di farsi promotori d’un mondo migliore;

2) bisogno di gentilezza e tenerezza perché la vita valga la pena d’ essere vissuta;

3) decadimento morale come conseguenza della miseria e dell’ignoranza;

4) elemento fantastico e narrazione;

5) paradosso e comico per una lettura critica della realtà.


rassegna stampa

…seduzione per piccoli gesti improvvisi, è alla Galleria Toledo “Il Baciamano” deliziosa, rapida piéce di Manlio Santarelli e messa in scena da Laura Angiulli. Gioco bizzarro di sentimenti e sopraffazioni, racconto di fatti orrendissimi di cannibalismo forse consumato dal popolo affamato ai danni dei giacobini in una Napoli infervorata dai furori della Rivoluzione Partenopea. Il tutto è affidato ad una coppia di attori davvero felice, capaci di mettere insieme, in un ritmo rapidissimo e coinvolgente, gesti irresistibilmente comici e brividi  d’angoscia…

risultato pregevole e convinti applausi alla prima.

La Repubblica, Giulio Baffi

Agile e rapido come un saltimbanco da circo e ritmico come un video-clip, “Il Baciamano”, presentato da Laura Angiulli per inaugurare la stagione del suo teatro, ha colpito per la straordinaria immediatezza. L’atto unico scritto da Manlio Santarelli, e visto a Galleria Toledo, si è giovato infatti di una regia che ha accentuato il passo del dialogo, sottolineandone nel finale gli aspetti più drammatici. In scena, infatti, la paradossale vicenda, portata ai limiti della surrealtà, di una giovane popolana sanfedista e di un borghese giacobino, ai tempi della Rivoluzione partenopea del 1799.

Ma l’autore immagina l’incontro fra l’uomo, legato come un capretto, e la donna, pronta a sacrificarlo davanti ad un pentolone…

…Nel monologo d’apertura in cui Alessandra D’Elia mostra subito di essere perfettamente in ruolo e di voler dare la sua migliore prova d’attrice, la donna sospira sognando carrozze e principi, belletti e balli a Palazzo. Una sorta di Cenerentola abbruttita dalla propria condizione di subalternità sociale e sessuale. ..

Corriere del Mezzogiorno, Stefano de Stefano

La forza di un gesto semplice, quale può essere un baciamano, che scarica una tensione sensuale che può valere il riscatto da una vita misera. E’ questo, in buona sostanza, il fulcro de “Il Baciamano” appunto,

scritto da Manlio Santarelli, diretto da Laura Angiulli ed interpretato in maniera straordinaria da Alessandra D’Elia…

…Uno spettacolo strano, che ha ammaliato la sala e garantito un’ora di grande teatro.

Cronache di Napoli, Alessandro Maria Esposito


Verso Est

di Laura Angiulli

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link video trailer

con Predrag Matvejevic’, Hatidza Mehmedovic’, Alessandra D’Elia, Zehra Deovic’, Diana Höbel, Rederique Loliée, Minka Muftic’, Adis Oric’, Antonio Pennarella
le piccole Giulia Renzi , Sita Vrhunc, Alija Aljovic’, Mirsad Eleuzi, Edo Husic’, Ekrem Korda, Maja Lasic’, Sandra Perotic’

gli autori dei contributi al dibattito Zlatko Dizdarevic’, Gradimir Gojer, Hanifa Kapidzic’, Nicola Kovac’, Adil Kulenovic’, Nada Lovric’ Sofranic’, Ivan Lovrenovic’, Admiral Mahic’, Behdzet Mesihovic’, Senadin Musabegovic’, Marko Orsolic’, Slavko Santic’, Zlatho Sevdarevic’, Mile Stojic’, Le Donne in Nero

fotografia Cesare Accetta
montaggio
Roberto Schiavone
operatori
Aldo Chessari Alessandro Abate
suono
Daghi Rondanini
montaggio suono
Sandro Peticca Giuseppe D’Amato
mix audio
Marco Saitta
assistente alla regia
Lorenza Pensato
assistente al montaggio
Milko Montesanti
segretaria di edizione
Doriana Bonora
assistenti operatori
Luciano Teolis, Mauro Calanca
aiuto operatore,
Daniele Traettino
macchinista,
Aurelio Langella
fonici
Jasmin Parovac’, Zeljko Skaric’
interprete per le riprese
Alisa Muminovic’
interprete per il montaggio
Enisa Bukvic’
amministrazione
Nicola Castaldo
segreteria
Simona Iandoli
promozione
Susi Alaimo
macchine da presa
ARCODUE CINE HD di Fabrizio Catanzano
luci
Matania Lighting
correzione colore
Marco Mauti
conforming e titoli
Ercole Cosmi
post-produzione
MARBEA
musiche originali
Il tempo del dopo Rino Alfieri
musiche popolari balcaniche
progetto grafico
Francesco Armitti Solimena
Verso est una produzione a cura di
Laura Angiulli
collaborazione
Rosario Squillace

Verso est è la risultante di un lungo percorso. Al centro la Bosnia, col suo passato ingombrante, e un presente tanto incerto quanto controverso. Tre città di quel paese – Sarajevo, Mostar, Srebrenica – sollecitazioni diverse che si propongono nel contatto con la gente e la loro storia passata e presente. Sarajevo è la capitale. La memoria si è sostanziata con riflessi contraddittori nell’assetto politico vigente, e accende conseguenti opportunità di riflessioni e dibattito. Mostar è tutta nel vecchio ponte, simbolo ma anche cuore dal battito lento di una vita sociale e politica che non riesce a scaldare le ali periferiche della città, ancora frantumata nella realtà dei ghetti, croati e musulmani. E infine Srebrenica, la città delle donne , la città del dolore. 12.000 morti (istituzionalmente se ne riconoscono 8.372, ma nella pratica i dispersi sono 4.000 in più), e ogni anno nell’11 luglio la grande cerimonia per la messa in terra di quelle centinaia di corpi che vengono ancora ritrovati, in fosse di nuova individuazione. È di Srebrenica Hatidza Mehmedovic’, la protagonista del film, ed è stato subito chiaro che solo a lei, nella composta e altera capacità di assunzione del lutto (nel genocidio del 1995 ha perso i due unici figli, il marito, i fratelli, il padre), poteva essere affidata la trasmissione di un carico emotivo fortemente presente all’affettività dell’autrice-regista.



rassegna stampa

Un film duro, silenzioso ed allo stesso tempo assordante. Immagini che si susseguono potenti ed inequivocabili sotto lo sfondo del conflitto dei Balcani in cui si fondono e confondono sequenze drammatiche della pulizia etnica adottata da Slobodan Milosevic durante la sua dittatura, alternate al clima di incertezza del presente. Sarajevo, Mostar, Srebrenica, fotografate, o meglio ritratte come una donna struccata, seguendo i vicoli e i volti di chi le abita cercando di coglierne la memoria e di conoscerne l'essenza. Attraverso una regia pulitissima Laura Angiulli cerca di riportare in vita orrori sopiti ma mai sepolti che si palesano in comportamenti, abitudini o "semplici" malinconici sguardi.

Close-Up.it, settembre 2008

...Sfilano i luoghi che furono teatro di guerra: Sarajevo, Mostar e Srebrenica .

Le sequenze di più forte impatto, ai margini dell'iperrealismo, vedono agire Hatidza Hamedovic, presidentessa dell' associazione "Madri di Srebrenica" che lavora alla ricomposizione dei rapporti umani e familiari del territorio, sul modello delle " Madres de Plaza de Mayo " dei desaparecidos argentini. Il documentario si apre con un incontro di intellettuali sulla situazione religiosa e politica della Bosnia. Spicca la presenza dello scrittore Predrag Matvejevic, docente di letteratura slava in varie università europee (da Parigi a Roma) e consulente storico per "Verso est". Che si conclude con il momento , amaro e sacro al contempo, della cerimonia di interramento dei corpi ritrovati nel lungo periodo che ha seguito la fine del conflitto: i sacerdoti offrono preghiere e litanie alle salme, mentre elencano nomi e cognomi di queste vittime scomparse due volte e finalmente sepolte.
La Repubblica, Giovanni Chianelli