Prove [Rewind]

di Costantino Raimondi

con Guerassim Dichiliev, Juana La Corazza, Sergio Longobardi ,
Costantino Raimondi, Oscar Valsecchi
regia Costantino Raimondi
assistente alla regia Pascale Kouba
scene e luci Fabrizio Comparone
costumi Rosario Squillace
foto e video editing Antonio Farina

Galleria Toledo produzioni

Prove (rewind) è un work in progress che tratta dei temi dell'immigrazione e dell'erranza, rappresentabili, non solo con la parola, ma anche con il corpo.
Con la danza e il mimo, il fenomeno migratorio acquista, un valore onirico e simbolico.
Il luogo lasciato, il luogo d'arrivo, l'ostacolo della diversità, lo spazio percorso, la patria lontana, il desiderio del ritorno, la solitudine e l'incomunicabilità costituiscono tutti, anche se in differenti modalità, l'essenza di un conflitto umano e culturale.
Un emigrazione rappresentata e vissuta in prima persona dagli attori stessi,differenti per provenienza - bulgara, francese, napoletana, bergamasca e colombiana - ma accumunata da un unico linguaggio espressivo, prodotto di un metissage sociale.
Arma privilegiata di tale conflitto è l'autoderisione, l'ironia e l'innocenza che si mostrano in tutta la loro teatralità all'interno di spaccati di vita quotidiana. in questi anni attraverso i lavori che ho costruito, ho cercato un salto nel movimento, salto nella tensione e vibrazione dei suoni e corpi, per esprimere un teatro immaginario che parte e cerca d'arrivare ad una visione collettiva, teatrale e contemporanea.
In prove (rewind), il pubblico è spettatore privilegiato, assiste alla costruzione dello spettacolo da dietro le quinte, assumendo un’involontaria posizione voyeuristica.


rassegna stampa

Tra le righe, lo spettacolo fa un omaggio “in levare” all’ arte teatrale, debitamente giocando sull’elemento prova e sui vuoti, la frammentarietà, lo spazio lasciato a sé stesso di questo mondo che tutti “chiamano volgarmente, teatro”.
Giovanni Chianelli, La Repubblica, mart 13 febb 2008

Un teatro multietnico, che parla la lingua dei suoi interpreti, riuscendo a farsi capire anche da chi non ha la stessa nazionalità degli attori.
NapoliPiù, mart 13 febb 2008

..il frammentato discorso è ingenuo e tuttavia vive dell’esuberanza degli interpreti, che offrono alle loro radici perdute il sogno di ritrovarsi tra le luci e gli orpelli di un music-hall straccione.
Il Mattino, 12 febb 2008

Messinscena in nome dell’integrazione tra i popoli per gridare al mondo che solo l’ironia e il disincanto salverà i cittadini dai conflitti sociali e culturali.
Il Napoli, 5 febb 2008

Il dialogo, sottile e al tempo stesso graffiante, si fonde con enorme ed immediata naturalezza al gesto (quest’ultimo elevato e vigoroso nella sua aspressione) ed offre allo spettatore, attraverso suggestive atmosfere, momenti di grande coinvolgimento ed impatto emotivo.
Teatro.org Gian Marco Cesario

Ironiche « prove » d’erranza
Ci sono almeno tre motivi per andare a vedere « Prove Rewind » di Costantino Raimondi.

Il primo è la compagnia, che è ad un tempo interprete e materia stessa dello spettacolo.
Il secondo motivo è la complementarità dei linguaggi-talenti messi in campo, dal mimo alla danza alla parola tout court.
Il terzo è la puntualità con la quale arriva il cambio di registri che scompagina le carte già note –la metateatralità, la valigia dell’emigrante, etc- e il “salto” avviene grazie ad un’(auto)ironia salvifica e solo in parte assolutoria.
Natascia Festa , Corriere Del Mezzogiorno