La guerra spiegata ai poveri
di Ennio Flaiano
16 | 21 marzo 2010
feriali ore 21 - festivi ore 18

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regia Francesco Frangipane
Con (in ordine di apparizione) Luigi Iacuzio Un cantastorie, Massimiliano Giulio Benvenuto Il presidente, Francesco Cutrupi Il ministro della difesa, Vanessa Scalera Il ministro delle pari opportunità, Davide D’Antonio Il cardinale, Arcangelo Iannace Il ministro dell’economia, Francesco Frangipane Un giovane
costumi Laura Fronzi e Petra Vesentini
realizzazione scene Rosario Imparato
elementi scenici Salvio Ingala
assistente alla regia Laura Fronzi
tecnico luci Paolo Meglio
elaborazione grafica Angelo Sindoni
si ringrazia Mariano Rigillo, Enrico Ventrice
SINOSSI
I potenti in riunione si accordano per definire i dettagli delle guerre presenti e delle prossime venture; è la storia, purtroppo realmente accaduta, di un legame sempre più forte fra potere e potere, che esclude il valore della vita umana. Un giovane obiettore proverà a capirne i motivi.
La guerra spiegata ai poveri è un sagace testo di Ennio Flaiano del 1946 che, senza nemmeno stupirci troppo, risulta straordinariamente, o meglio drammaticamente, attuale e che finisce con l’esserlo sempre più dato l’esponenziale aumento dei conflitti (oggi nel mondo sono in corso 27 guerre e 10 nazioni sono sull’ orlo di un conflitto, domani chissà!), direttamente proporzionali all’aumento della stupidità umana.
Note di regia
Attraverso un’ironica e pungente satira sull’inutilità della guerra e sull’inettitudine del genere umano, Flaiano ci regala un imbarazzante manifesto delle nostre (e non solo!) classi politiche dirigenti, che si affannano a cercare le più assurde e improbabili motivazioni per convincere (per altro con successo!) un “povero” giovane ad andare in guerra e, ahimè, per giustificare, in quanto unica possibilità di essere Storia, la loro assoluta necessità di guerra; quella in corso, ma soprattutto “…la prossima!...”.
Lo spettacolo inizia con una conferenza stampa in cui si annuncia l’imminente entrata in guerra, prosegue in una camera di consiglio in cui i principali rappresentanti politici e istituzionali (il presidente, il ministro dell’economia, il ministro della difesa, il ministro delle pari opportunità e un rappresentante ecclesiastico), discutono animatamente modalità e strategie belliche ed elencano, come un vero e proprio “manifesto”, le giuste ragioni della guerra …
Ad accompagnare musicalmente la pièce attraverso alcune ballate di De André, Trilussa e Boris Vian c’è un cantastorie a rappresentare una coscienza storica sempre più, ahimè, dimenticata o addirittura rinnegata.
Siamo di fronte quindi ad uno spettacolo che, pur presentandosi sotto le mentite spoglie della commedia, lascia lo spettatore in una condizione di estrema inquietudine e assoluto sbigottimento, fino al raggiungimento di uno zenit in cui l’assurdo si confonde col reale e il grottesco lascia il posto ad una inconsapevole autenticità e verità.
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